Acquista "Educare in natura"

Strumenti psicomotori per l’educazione all’aperto

Esiste un modo di educare in linea con
lo sviluppo armonico previsto dalla natura infantile. Esso ha origine da
un approccio che vede il gioco spontaneo al centro del processo
evolutivo e educativo. La psicomotricità è depositaria del sapere
riguardo al gioco e ai suoi signif cati a partire dalle dimensioni che
più inf uiscono sui processi di crescita. Tra queste vi è l’azione
spontanea, il movimento, l’utilizzo di materiale non strutturato, la
relazione educativa e di gruppo.

All’aperto queste dimensioni trovano
un’espressione particolarmente indicata alla realizzazione di progetti
educativi di qualità, qualora entrino in uno sguardo consapevole. Non è
necessario essere psicomotricisti quanto piuttosto indossare «occhiali
psicomotori». Il testo offre un paio di occhiali per leggere i bisogni
infantili e rispondervi valorizzando l’unità corpo-mente, l’originalità
dei piccoli, la relazione con l’ambiente naturale e il potenziale
integrativo, preventivo e inclusivo che esso offre.
Le parti teoriche
trovano continuità e concretezza nelle esperienze condivise e fanno del
testo un riferimento utile a chiunque lavori con i bambini e abbia
voglia di ripensare i loro bisogni e il proprio ruolo educativo
ricercandone senso, piacere e naturalezza.

Mente, corpo, relazioni

L’imprevedibilità creativa del gruppo
costituisce il cuore a cui la psicomotricità educativa guarda con
attenzione: essa articola vincoli e risorse, libertà e responsabilità,
autopoiesi e regole contestuali.
Il gruppo educativo favorisce
infatti nei bambini l’esperienza di spunti d’azione più liberi dalle
condizioni sperimentate nell’attaccamento familiare. Sostenuti dalla
finzione del gioco e grazie alla suddivisione delle azioni fra i vari
partecipanti, nei giochi di gruppo i bambini ampliano la consapevolezza
di sé, di come possano influenzare gli altri, di quanto a loro volta
possano o debbano lasciarsi motivare.

Quando l’educatore psicomotricista è
adeguatamente formato ad «abitare la distanza» nell’interazione con i
singoli bambini e con il gruppo nel suo insieme, il semplice giocare con
altri in gruppo diventa esperienza fondante la socialità. La capacità
di dare fiducia agli altri si acquisisce proprio grazie ai giochi di
scambio, condivisione, opposizione e aggiustamento in gruppo, in cui la
spontaneità e la pienezza della propria corporeità in-situazione possono essere esplorate ed espresse.

È questo in definitiva il valore educativo, il punto di partenza ma allo stesso tempo di arrivo della psicomotricità educativa: inter-agire muovendo dalla propria corporeità, sentita e comunicata in circolo con gli altri.