PROPOSTE CoLAP

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a supporto ai Professionisti Associativi

1)FLAT TAX REDDITI 2019 fino a 100MILA euro

Riteniamo urgente e prioritario per il libero professionista garantire la salvaguardia della liquidità.

È impensabile che in una situazione emergenziale in cui i fatturati sono di fatto bloccati da gennaio e orientativamente lo saranno per i prossimi 4 mesi, si lascino inalterate le attuali forme di imposizione fiscale, chiedendo al professionista di pagare tra giugno e luglio importi che in termini finanziari sarebbero insostenibili. I professionisti lavorano e fatturano organizzandosi secondo un circolo virtuoso, circolo interrotto da questi mesi, lunghi, di inattività. Lasciando al professionista una maggiore flessibilità finanziaria questo lo aiuterebbe sia per il normale sostentamento ma anche per investire in un sistema reale i smart working (ad oggi a totale carico del singolo professionista).

Proposta:

  1. Previsione di una flat tax al 15% pe tutte le partite iva per i redditi 2019 fino a 100 mila euro.
  2. Eliminazione dell’acconto per l’anno 2020.

2)RIDUZIONE DEI VERSAMENTI CONTRIBUTIVI

In situazioni di normale fatturazione e attività professionale il versamento alla gestione separata dell’INPS rappresenta la voce di esborso più gravosa per il professionista ex legge 4/2013; in questo momento di assenza di liquidità condizionata dalla soppressione delle attività professionali, il professionista si trova costretto a ricorrere, per pagare i contributi previdenziali, a risparmi personali, qualora li abbia, o a non poter versare.

Come forma di sostegno al reddito, non avendo nessuna forma di supporto all’occupazione (cassa integrazione, mobilità etc) viene proposta una riduzione volontaria, ovvero possibile solo per chi ne fa richiesta, di 10 punti percentuali dell’aliquota contributiva per 12 mesi; visto che ci troviamo in regime contributivo il ridotto versamento graverebbe solo sul professionista.

Proposta:

Riduzione volontaria di 10 punti dell’aliquota contributiva per i professionisti che versano alla Gestione separata dell’Inps per l’anno 2020 e che ne fanno richiesta.

3)POSTICIPO PAGAMENTO IVA

Con l’obiettivo di non gravare troppo sulla liquidità del professionista posticipare di 12 mesi il pagamento dell’iva sulle fatture emesse e pagate nel 2020. Sulle fatture non pagate, prevedere il versamento dell’IVA solo ad avvenuto pagamento.

Proposta:

  1. Posticipo versamento iva su fatture emesse e pagate nel 2020 di 12 mesi.
  2. Pagamento dell’IVA solo per le fatture riscosse.

4)FORME DI SOSTEGNO AL REDDITO

Molti professionisti residenti o con la sede nelle cd.zone 1 e 2 hanno di fatto interrotto il lavoro e molti , anche al di fuori delle aree direttamente coinvolte, hanno praticamente azzerato il fatturato.

Il libero professionista non beneficia di ammortizzatori sociali e in situazioni emergenziali, con una economia di fatto bloccata a consumi fermi, molti professionisti si trovano costretti ad interrompere o a ridurre drasticamente il lavoro.

Accogliamo con favore le anticipate intenzioni del Governo di prevedere delle forme di sostegno ai professionisti e lavoratori autonomi. Il professionista autonomo non può godere di forme di sostegno al reddito equiparabili a quelle del lavoratore dipendente, andranno, pertanto previste delle misure ad hoc che non lascino indietro nessuno. Con la chiusura delle scuole, peraltro, il genitore libero professionista si trova a dover affrontare anche i costi eccezionali della gestione dei figli.

Proposta

-Estensione del bonus di 500 euro mensili di sostegno a tutti i liberi professionisti che hanno visto diminuire del 70% la loro produttività, riferendosi al fatturato 2019.

-Previsione di voucher baby sitting 2020 per i lavoratori autonomi con almeno un figlio minore a carico.

5)MORATORIA SU MUTUI, PRESTITI E FINANZIAMENTI

La crisi generata dal coronavirus richiede interventi urgenti che devono coinvolgere necessariamente anche le banche e gli intermediari finanziari.

Il lavoratore autonomo investe nella propria attività, accendendo mutui , prestiti e finanziamenti per i beni strumentali, ma anche per la casa che nel 90% di casi è il luogo del lavoro o sede formale della propria attività.

In questa situazione è di assoluta necessità prevedere una sospensione dei pagamenti delle rate relative a finanziamenti contratti per l’attività professionale e per la casa nel caso in cui sia la sede della ragione sociale già dal 2019.

Proposta

Sospensione di 6 mesi dei pagamenti delle rate relative a mutui, prestiti e finanziamenti contratti dal lavoratore autonomo e connessi direttamente e/o indirettamente all’attività professionale, compreso il 30% del mutuo della casa nel caso in cui sia la sede dell’attività indicata all’ufficio delle entrate già nel 2019. Al termine della fase di sospensione, il pagamento delle rate riprenderà da dove si era interrotto, con la stessa cadenza, l’importo potrà essere mensilmente maggiorato per poter rientrare dei 6 mesi di mancato pagamento, o verranno condivise con l’ente finanziatore diverse modalità di rientro.

6)SERVIZI A DISPOSIZIONE DELLO SMART WORKING PER IL PROFESSIONISTA

In questo momento di crisi l’obiettivo del nostro Coordinamento non è interrompere le attività professionali, ma nel totale rispetto delle norme imposte sulle restrizioni cercare di riconvertire le attività in modalità di erogazione innovativa, utilizzando tutti gli strumenti che le nuove tecnologie ci offrono. In questo momento questa rivoluzione organizzativa è sulle spalle delle associazioni professionali, del professionista e del titolare della microimpresa, sarebbe opportuno che il Governo prevedesse delle misure straordinarie di sostegno allo smart working professionale, in primis mettendo a disposizione dei professionisti e delle loro associazioni piattaforme (per esempio quelle già attive nelle università), know how, strumenti innovativi già in possesso della PA e di cui i professionisti potrebbero usufruire; facilitando acquisti di prodotti e servizi per lo smart working attraverso un’economia di scala, promuovendo reti e scambi professionali volti a digitalizzare l’erogazione del servizio professionale, proponendo incentivi per chi investe in questa attività etc.

È fondamentale pertanto promuovere una commissione con tali obiettivi composta da rappresentanti professionali, del MISE, del Min Lavoro e dell’AGID che mettano da subito in piedi iniziative volte a facilitare il processo di smart working professionale.

Proposta

Istituzione urgente di una commissione interministeriale composta dalle forme aggregative inserite nell’elenco del MISE ai sensi della legge 4/2013, il MISE, il Ministero del Lavoro e l’AGID volta a promuovere sistemi di facilitazione dello smart working professionale a supporto di professionisti, associazioni professionali e microimprese.

7)AMMORTIZZATORI SOCIALI PER MICROIMPRESE

Le micro imprese che rappresentano una parte importante del tessuto produttivo italiano sono spesso escluse da qualsiasi sistema di supporto all’occupazione chiediamo la cassa integrazione anche per loro e sistemi di supporto alla produttività che impedisca la loro chiusura

Proposte

  1. Cassa integrazione in deroga per le imprese da 1 dipendente
  2. Sgravi fiscali per microimprese alla quale risulta ridotta del 25% la produttività rispetto all’anno precedente.

In ultimo, vorremmo richiamare l’attenzione sulla corretta applicazione dei CODICI ATECO. Ci sono due ordini di problemi:

1. Spesso i codici ateco detenuti dai professionisti ai sensi della legge 4/2013 non vengono inseriti nei provvedimenti a sostegno dei professionisti e quindi si trovano esclusi dalle forme di sostegno. Chiediamo pertanto attenzione alla classificazione!

2. Diverse attività professionali esercitate dai professionisti rappresentati dal CoLAP ( professionisti non non organizzati in ordini, albi o collegi, ai sensi della legge 4/2013) non sono riconducibili a codici ateco specifici (viene indicato il codice denominato “altro” quando non si trova codice ateco corrispondente) e per questo, rischiano di rimanere esclusi da eventuali previsioni di sostegno. Anche in questo caso si chiede, pertanto, particolare attenzione nei provvedimenti ai codici ateco di riferimento delle professioni associative che vengono costantemente confusi e dimenticati.