LE RADICI CORPOREE DELL’INTERSOGGETTIVITA’

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Corso rivolto a psicomotricisti che operano in area clinica, avendo specifiche formazioni complementari, come TNPEE e Psicologi, su un  tema che coinvolge ogni approccio e contesto terapeutico: Psicologi, Psicoterapeuti, Counselor, Terapisti della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva, Psicomotricisti operativi nelle UONPIA e altri operatori della relazione terapeutica.

Docenti

/ Lucrezia Bravo Psicomotricista, TNPEE, counselor, formatore. Coordinatore didattico scientifico Centro Kyron e Master psicomotricità educativa dell’Università di Bergamo.

/ Ferruccio Cartacci Psicologo, psicoterapeuta della Gestalt , Psicomotricista, direttore della rivista “La Psicomotricità” di ANUPI Educazione, collabora con l’insegnamento di “Pedagogia del corpo” presso l’Università di Milano-Bicocca e il Master psicomotricità educativa dell’Università di Bergamo.

/ Gianluigi De Agostini Direttore scientifico Neuropsichiatra infantile, psicoterapeuta, direttore sanitario del centro Paolo VI di Casalnoceto.

 

Presentazione

La scelta di proporre un cammino comune di formazione sull’approccio psicomotorio, a diverse figure sanitarie impegnate nella relazione d’aiuto, ad integrazione della specifica formazione di base, nasce dalla consapevolezza della centralità del ruolo della relazione intersoggettiva nei contesti terapeutici, delle radici corporee di tale relazione e della possibilità di aprire a linguaggi espressivi multipli il campo della clinica, tradizionalmente ancorato alla parola o agli ambiti strettamente funzionali. Le recenti indagini sui neuroni specchio e il ricco bagaglio di ricerca dell’ Infant Research, accanto agli sviluppi del pensiero in campo filosofico e pedagogico, ci consegnano la concezione di una mente incorporata che può fondare una nuova prospettiva terapeutica dove la relazione “implicita”, la “presenza” del terapeuta, lo spazio-tempo e il materiale che mediano l’interazione, l’azione condivisa e l’attenzione al processo, siano riconosciuti come fattori privilegiati del cambiamento.

Struttura

La metodologia proposta nel percorso formativo permette di vivere in prima persona esperienze a mediazione corporea dove l’interazione con l’altro diviene oggetto di osservazione, riflessione e sviluppo di una maggiore consapevolezza.

I seminari, a cadenza mensile, si caratterizzano per l’integrazione della formazione personale corporea con quella teorico-pratica, un tempo dedicato alla supervisione e agli incontri con operatori di pratiche affini.

/ 9 giornate seminariali a tema “formazione personale corporea, pratico –teorica”
/ 10 ore di supervisione
/ 12 ore con terapeuti di diversi approcci clinici a tema “affinità”.

Contenuti

Seminari a tema dove i contenuti teorici si integrano con proposte di tipo esperienziale.

/ L’ascolto e l’azione

Favorire la consapevolezza di un corpo che sente, conosce, si relaziona al mondo in un continuo dialogo tra sentire ed agire.

/ Dall’azione alla narrazione (stage intensivo)

Esplorare l’espressività corporea come potenziale narrativo. Creare connessioni vissute tra corpo, simbolo e arti!

/ Narrare… la storia, il corpo, il gioco

Porre le premesse teoriche del dialogo intersoggettivo e dar forma di narrazione vissuta ai tradizionali momenti della ricostruzione anamnestica. Primi colloqui con i genitori e costruzione dell’alleanza terapeutica.

/ Le vie dell’ascolto

Individuare le vie comunicative, cogliere lo stile e sviluppare una lettura integrata dell’espressività corporea del bambino in relazione.

/ Regolazione, motivazioni intrinseche e gioco

Riconoscere nell’interazione clinica i sistemi motivazionali, gli indicatori di autoregolazione e regolazione diadica, le forme potenziali d’espressione ludica.

/ Il corpo e il sistema familiare

Il sistema familiare e la terapia del bambino. Aspettative, comportamenti, vissuti, contesti.

/ Il “rispecchiamento” terapeutico

Ascoltare il processo evolutivo del bambino attraverso le forme dello scambio relazionale col terapeuta, il suo potenziale trasformativo, la qualità della presenza dell’operatore, i linguaggi corporei attivati.

/ Affettività, attaccamento e gioco

Le forme di attaccamento, le caratteristiche dell’interazione, il tono emozionale e le modalità di gioco nella relazione di aiuto psicomotorio.

 

Incontri con:

/ France Fleury
“Il corpo, limite tra contenere e manifestare”Psicoanalista di formazione junghiana, arteterapeuta.

/ Anne Marie Wille
“Dialogo tra espressione corporea del bambino e improvvisazione musicale del terapeuta nella seduta psicomotoria”.
Terapista della psicomotricità, musicista. Direttrice Istituto di Psicomotricità, Milano

/ Romano Madera
“Corpo, altro e mondo nel gioco della sabbia”Filosofo, psicoanalista di formazione junghiana, già professore presso l’università di Milano-Bicocca. Fondatore e docente di Philo-Scuola superiore di pratiche filosofiche a Milano.

 

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