Il progetto nasce nel 1998 su iniziativa di Luisa Formenti, con il nome di Progetto Accoglienza, all’interno delle scuole primarie e dell’infanzia del II° Circolo di San Lazzaro. Venne poi portato nel 1999 con il nome Progetto AGIO, all’interno delle scuole dell’infanzia di Altedo, quindi nel 2000 all’interno delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo N.7 di Bologna, dove già era attiva da 10 anni la psicomotricità come progetto di prevenzione e promozione del benessere.
Viene quindi promosso nel 2002 dal Direttivo Regionale ANUPI Emilia Romagna, che riunì buona parte degli psicomotricisti bolognesi, creando il Coordinamento Psicomotricisti a Bologna, iniziando a collaborare con il Comune di Bologna, Settore Istruzione, per la realizzazione di un grande progetto psicomotorio educativo e preventivo da proporre all’interno delle scuole dell’infanzia bolognesi, collegando ed estendendo le esperienze già in atto da alcuni anni all’interno di Scuole e dei Centri psicomotori di Bologna e provincia. Il progetto si è sviluppato con il finanziamento del Comune di Bologna e della Regione Emilia Romagna dal 2003, estendendosi gradualmente in tutte le scuole dell’infanzia comunali e statali della città.
L’intento era proporre in modo diffuso:
- realizzare momenti di formazione e progettazione psicomotoria con insegnanti e pedagogisti.
- curare percorsi psicomotori rivolti ai bambini di 4 anni, in collaborazione con le loro insegnanti.
- curare incontri di presentazione e restituzione della psicomotricità rivolti ai genitori.
- incentivare la cultura psicomotoria del gioco, all’interno delle scuole.
Nel progetto sono stati coinvolti psicomotricisti provenienti da diverse associazioni e cooperative del territorio, che si unirono in un primo momento in un’ Associazione Temporanea d’Impresa. (ATI). Solo in un secondo tempo, per raggiungere una migliore stabilità, il progetto venne consolidato attraverso legare d’appalto che gestivano gli educatori per l’inclusione, essendo gestito dalla Cooperativa Quadrifoglio, che ha curato il Progetto AGIO e altri progetti di qualificazione, nel secondo decennio del progetto.
Per designare i cardini del progetto è stato scelto il nome Progetto A.G.I.O., parola che evoca non solo una dimensione di benessere, ma anche quella di spazio fra le cose, di movimento e di espressione di sé, espressione che richiama il gioco e la gioia dei bambini, quando il gioco permette di coniugare spontaneità e creatività.
A come Accoglienza
nella relazione con i bambini, come possibilità di sperimentare la dimensione contenente di una relazione educativa caratterizzata dall’ascolto, dall’attenzione all’Altro e dalla sospensione del giudizio. Nei Laboratori di Psicomotricità i bambini hanno la possibilità di utilizzare creativamente i materiali messi a disposizione, sperimentandosi attivamente come protagonisti all’interno dello spazio di gioco. L’adulto sostiene e valorizza l’espressività dei bambini, personalizzando la relazione educativa all’interno della dimensione di gruppo e valorizzando il contributo di ciascuno.
G come Gioco
valorizzato nella sua spontaneità e autenticità, ma anche regolato dall’adulto, che ne sostiene, a livello individuale e di gruppo, i diversi passaggi: dal gioco sensomotorio al gioco costruttivo e a quello simbolico. I Laboratori di Psicomotricità si pongono come momenti di formazione in situazione per gli insegnanti, rispetto alla gestione del «gioco spontaneo» dei bambini, all’utilizzo creativo dello spazio e degli oggetti, per un’educazione al movimento centrata sulla «libera espressività» dei bambini e finalizzata allo sviluppo della coscienza di sé all’interno di un contesto intenzionalmente strutturato.
I come Integrazione
di ogni bambino all’interno del gruppo, attraverso la valorizzazione della dimensione corale, del rispecchiamento reciproco e della complementarietà. Integrazione anche come accoglienza delle naturali spinte aggressive che emergono all’interno del gruppo, e opportunità data ai bambini di incanalare i propri bisogni affermativi attraverso la scoperta del piacere senso-motorio e l’in- vestimento simbolico sugli oggetti. I Laboratori di Psicomotricità si propongono di valorizzare il gruppo come risorsa per la crescita personale di ogni bambino e di favorire l’integrazione personale dei bambini attraverso il riconoscimento delle proprie emozioni e dei propri desideri, all’interno del gioco e nelle relazioni.
O come Osservazione
dei bambini all’interno dell’attività psicomotoria, sia da parte degli insegnanti che da parte degli psicomotricisti, in una ricerca costante di strategie che favoriscano l’evoluzione dei bambini all’interno della dimensione ludica. All’interno dei Laboratori di Psicomotricità viene dato ampio spazio all’osservazione dei singoli bambini e delle dinamiche presenti all’interno del gioco.
Gli insegnanti hanno la possibilità di osservare direttamente le sedute o i materiali video-registrati, attivando così momenti di confronto e approfondimento rispetto alle tematiche educative emergenti, alle tecniche di conduzione dell’attività, all’evoluzione dei singoli bambini.
Il nome è nato in collaborazione con Maurizio Lazzarini, Dirigente Scolastico di grande spessore umano e pedagogico, che ha voluto sostenere la nascita del progetto all’interno del Comune di San Lazzaro e successivamente nel Comune di Malalbergo, fornendo l’occasione di sperimentare insieme l’efficacia educativa e preventiva dell’intervento psicomotorio, inserito come esperienza ponte e supporto agli insegnanti, nel passaggio tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria.
Dott.ssa Luisa Formenti
Responsabile ANUPI Educazione del Progetto AGIO
Luisa Formenti – PSICOMOTRICITA’ A SCUOLA – Centro Studi Erickson Trento 2019

