Gli Psicomotricisti

Nell’intervento psicomotorio il ruolo dell’adulto si delinea nella funzione specifica di far emergere le risorse autentiche del bambino, adottando un atteggiamento di osservazione di ciò che il bambino realizza nel gioco, dando spazio alla sua azione spontanea.

Lo psicomotricista infatti si pone esattamente questo obiettivo: offrire al singolo bambino e al gruppo dei bambini una vera e propria ‘palestra emotiva’, dove è proprio la capacità di regolazione e di condivisione delle emozioni ciò che è messo in gioco attraverso il gruppo e il setting in cui il gioco trova forma, concretezza e contenimento. 

L’adulto ha un ruolo di facilitatore, rispetto alla naturale evoluzione del bambino, ma allo stesso tempo, nella sua capacità di ascolto, di attivatore delle risorse personali che emergono gradualmente nelle situazioni di gioco. 

Uno degli elementi che vanno sottolineati nell'attuale fase di sviluppo della Psicomotricità italiana all’interno delle realtà educative e scolastiche, è la consapevolezza che le finalità e le modalità dell’intervento psicomotorio svolto in tale contesto debbano differenziarsi nettamente da quelle di un intervento psicomotorio svolto in ambito clinico (riabilitativo o terapeutico).

Non è finalizzata in specifico ad attivare l’elaborazione diretta di problematiche personali del soggetto in difficoltà attraverso l’affidamento individuale allo psicomotricista che  propone percorsi di riabilitazione e di cura.

Non intende altresì agire all’interno di gruppi selezionati di bambini, che presentino problematiche o carenze da curare, rischiando di creare la triste dimensione delle classi o dei gruppi differenziali di antica memoria.