II° INCONTRO CON LE SCUOLE di PSICOMOTRICITA’

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Monte ore totale

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Periodo svolgimento

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Crediti attivi

1 €

Prezzo

Presentazione

Bologna, 24 giugno 2013 

 IL NUOVO PROFILO PROFESSIONALE E I PERCORSI FORMATIVI DELLE SCUOLE DI PSICOMOTRICITA’

PRESENTI ALL’INCONTRO:

a) Scuole di Psicomotricità: 

Scuola ACCAMAMAM Padova – Laura Bettin, Diego Rallo, Michela Brecciaroli. CFP Torino – Ester Chicco e Elisabetta Galanti. JONATHAN Bassano Francesca Benedetti Silvia Cossara e Chiara Fuligno. PERCORSI Bologna – Franca Toni e Mara Tagliavini. ARFAP Bassano – Sonia Compostella, Lorella Moratto. CISFER Treviso – Gioacchino Manfré.

b) Direttivo Nazionale Unitario ANUPI: 

Eugenio Ghillani
Anton Maria Chiossone Luisa Formenti
Annalisa Zacchetti

c) Comitato Scientifico ANUPI Educazione:

Donata Castiello, Kim Amelotti, Enrica Lusetti

Ordine del giorno

1) Presentazione dell’attuale Profilo dello Psicomotricista ANUPI di area socioeducativa
2) Proposta di ANUPI Educazione rispetto ai crediti necessari per il riconoscimento dei percorsi formativi in psicomotricità educativa e preventiva.
3) Presentazione delle proposte formative delle diverse scuole
4) Definizione di possibili accordi comuni.
5) Varie ed eventuali.

1) PRESENTAZIONE INIZIALE del Presidente Nazionale

Dà il benvenuto dell’Associazione alle persone presenti e inquadra l’incontro all’interno di una nuova collaborazione tra l’Associazione e le scuole private di formazione, che rappresentano parte del patrimonio della Psicomotricità italiana e spazio di formazione significativo per psicomotricisti e TNPEE.

Presentazione veloce del profilo dello psicomotricista di ANUPI Educazione (si trova sul sito)

2) PRESENTAZIONE DEL QUADRO FORMATIVO delle diverse realtà

       MASTER DI BERGAMO E BOLOGNA

Il Master di 1.500 ore, per un totale di 60 Crediti Formativi Universitari, è così strutturato:

  • 360 ore di formazione in aula;
  • 350 ore di stage/project work;
  • 640 ore di formazione individuale;
  • 150 ore di elaborazione Tesi finale.Decidendo di attribuire 75 crediti (comunque definiti) ai Master, in pratica le ore da richiedere alle scuole sono già definite.SCUOLE DI PSICOMOTRICITA’

    Scuole Psicomotricità crediti 60 : ore 1200

  • Ogni anno deve prevedere una base di 1200 ore per il biennale sono 2400 ore. Le 1200 ore prevedono una divisione di massima come la seguente:
  • 360 ore di formazione in aula (Lezioni frontali, seminari e laboratori)
  • 240 ore di tirocinio
  • 520 ore di studio individuale

80 ore di elaborazione della Prova finale Quindi la struttura di base dovrebbe prevedere

Laurea di base + Formazione biennale – Se una scuola prevede di più, fa parte della sua autonomia.

3) MOMENTO DI CONFRONTO

  • Le scuole propongono una formazione biennale dello PSM, l’Europa però va verso una formazione triennale, in che modo si armonizzano le due cose?L’Associazione propone come punto di partenza la formazione universitaria triennale, in base alla normativa europea, successivamente una specializzazione in psicomotricità, che sia come minimo biennale o triennale, l’importante è che raggiunga i 120 crediti di formazione psicomotoria. Questo percorso può essere realizzata attraverso un master specifico di 1500 ore come quelli di Bergamo e Bologna, più una successiva formazione professionalizzante, o attraverso una scuola privata di psicomotricità bi o triennale.La laurea Breve triennale oramai è sostitutiva del diploma magistrale, ha lo stesso valore. Quanti sono però disponibili a continuare un’ulteriore specializzazione triennale dopo la laurea? Vi sono persone che non entreranno mai in un’Associazione e che faranno comunque gli psicomotricisti; quali garanzie possono dare queste persone, che preparazione hanno? Fintanto che la normativa UNI non ci sarà, si rischierà di avere persone che lavorano pur non avendo una preparazione adeguata.

Noi non possiamo impedire a queste persone di lavorare, ma dobbiamo dare dei riferimenti precisi, affinchè i nostri psicomotricisti siano di qualità, riconosciuti e competitivi, rispetto a persone che hanno una formazione inferiore. Dobbiamo essere in grado di pubblicizzare anche i nostri operatori e far conoscere le nostre proposte, in modo che più persone siano interessate a questo tipo di quadro formativo.

In ambito universitario il discorso dei crediti e del riconoscimento del tempo personale di studio e documentazione è ormai del tutto consolidato. Al Policlinico di Torino un credito equivale a 25 ore riconosciute, di cui dieci di aula, il resto studio personale.

Il compito dell’Associazione è anche quello di tutelare l’utenza, ma anche sostenere i professionisti nel sapersi posizionare in modo corretto all’interno del mercato. La legge per esempio richiede che le Associazioni garantiscano uno sportello informativo di garanzia per l’utenza e di rilevazione di possibili problematiche.

Libertà o necessità di essere nel registro? Registro delle Associazioni o Registro degli Associati? Perché di psicomotricista socioeducativo? Non è limitante per tutte quelle persone che si occupano di terapia, come per esempio gli psicologi psicomotricisti?

C’è il Registro delle Associazioni riconosciute dal Ministero perché rispondono a una serie di criteri a garanzia degli associati (organizzazione democratica, trasparenza, rappresentatività, distribuzione sul territorio nazionale, assicurazione, formazione) e il Registro dei professionisti che rispondono ai criteri definiti dall’associazione (specifica formazione, assicurazione, formazione permanente, rispetto dei codici …)

Noi non abbiamo definito uno PSICOMOTRICISTA socioeducativo, ma di area socioeducativa.

Lo psicomotricista, seconda il proprio profilo di partenza, che sia di educatore, di insegnante, di TNPEE di psicologo o di formatore, può fare un intervento di tipo educativo/preventivo, formativo o terapeutico, se ha un ruolo professionale che glielo consente. Socioeducativo è l’ambito d’intervento, per distinguersi in modo preciso rispetto all’ambito sanitario, nel quale gli psicomotricisti in genere possono operare.

Come fare per chi ha il diploma?

Ci sono molte persone che intendono formarsi ma che non hanno una laurea, sono educatori o insegnanti.

Dobbiamo seguire dei confini precisi indicati con chiarezza dalla normativa europea, ma anche definire che professionisti vogliamo presentare nelle realtà educative e didattiche. Per noi lo psicomotricista deve avere una cultura di base universitaria, che gli garantisca di sapersi rapportare alle diverse realtà con sicurezza e competenza, non solo nel lavoro diretto con i bambini, ma anche come consulente e/o formatore. Chi è solo diplomato potrà muoversi come insegnante o educatore specializzato in psicomotricità, lavorare nel proprio ambito, nella propria classe, ma noi non possiamo continuare a dare il titolo di psicomotricista a persone che non hanno una cultura di base pari a quella dei nuovi insegnanti e dei nuovi educatori. Questa è una scelta che abbiamo condiviso con le scuole anche nella precedente riunione di aprile.

Come Associazione siamo anche tenuti a fornire una garanzia rispetto a possibili controlli che possono fare gli Enti nell’aprire un bando o magari anche la Finanza, rispetto a possibili controlli su inadempienze. Le persone debbono cominciare a ragionare in termini di rispetto pieno della normativa.

L’Associazione è tenuta ad offrire un’organizzazione e una competenza che sta al passo col mondo del lavoro. Supportare i colleghi per la progettazione e per una messa in gioco professionale sempre più adeguata.

Questa legge dà legittimità a una professione che veniva vissuta come secondo lavoro per molti, ma che ora può definirsi maggiormente, prendendo un proprio spazio. Bisogna informare i giovani rispetto ai potenziali professionali, per motivarli a lavorare con noi. Potenziare la libera professione con strumenti adeguati.

La formazione in psicomotricità è lunga e impegnativa, costando anche molto alla fine. Valorizzare anche la formazione permanente per gli psicomotricisti e per altre tipologie professionali.

Necessità di rendere la psm. una proposta per tutte le età, non solo quindi rivolta ai bambini, ma anche agli adolescenti, agli adulti e agli anziani. Va inserito nel profilo professionale un quadro professionale più ampio.

Ora si parla di ciclo della vita, bisogna esplicitare come il nostro intervento si rivolge con modalità diverse alle diverse età, ma in una logica di continuità.

Siamo disponibili a valutare diverse proposte da inserire nel profilo. Dobbiamo sapere anche, che come scuole si possono chiedere fondi europei, perché ci occupiamo di formazione di una figura professionale e quindi di occupazione giovanile.

Dobbiamo anche sapere che se ci aggreghiamo in SOCIETA’ PROFESSIONALI, siamo riconosciuti maggiormente dall’Europa e possiamo chiedere fondi.

4) LE SCUOLE PRESENTANO LA LORO PROPOSTA FORMATIVA

Ogni scuola presenta in modo approfondito e particolareggiato la propria proposta formativa attraverso relazioni e power point, in base ai seguenti parametri:

1) Aree di formazione /insegnamenti / docenti /ore /modalità di intervento

2) Studio e Documentazione

3) Processi di valutazione

5) PRESENTAZIONE DELLE INIZIATIVE DI FORMAZIONE ORGANIZZATE DA ANUPI

Eugenio Ghillani presenta i due progetti che l’Associazione sta preparando, attraverso la propria area che si occupa di Formazione e Ricerca, della quale è responsabile.

a) Le giornate italo-francesi “ Les gestes qui soignent” Milano 4-6 aprile 2014, di ambito sanitario, quindi diretto maggiormente ai TNPEE, che coinvolge i corsi di laurea di Milano e Pavia, oltre a colleghi francesi che fanno riferimento alla Salpetriére e allo SNUP

b) Il percorso di scrittura professionale, per l’anniversario dei 25 anni di vita associativa, “Le parole sulla professione ”. Il progetto è in fase di definizione.

6) ACCORDI CONCLUSIVI

La riunione si chiude con l’accordo che prepareremo un verbale con tutto quello che abbiamo presentato come Associazione e che le scuole faranno la stessa cosa, in modo da far girare il materiale.

Ci impegniamo inoltre a fornire al più presto dei criteri per il conteggio delle ore del percorso di formazione necessario agli psicomotricisti per essere riconosciuti da ANUPI, mettendo in comune il materiale prodotto, in modo che le scuole si possano regolare per presentare un pacchetto che tenga conto dei crediti riconosciuti dall’Associazione.

Invitiamo le scuole a comunicarci, se lo desiderano, le quote che hanno assegnato fino ad ora ai corsi di formazione, per vedere se è possibile valutare insieme anche questo aspetto, in modo da creare un’offerta formativa sufficientemente coerente anche rispetto ai costi.

Ci impegniamo anche a pubblicizzare le nostre scelte sul sito, in modo da stabilizzare criteri univoci e trasparenti per tutti.

Bologna 24/6/2013

Scelte definite nel Direttivo ANUPI Educazione 

13 giugno 2013

“Il punto di riferimento per un percorso formativo completo in psicomotricità restano per noi le 2400 ore, ovvero 120 CFA. Ogni CFA (Credito Formativi ANUPI) corrisponde a 20 ore, sia per la teoria che per la pratica e il tirocinio, di cui il 50 % è frontale ed il restante 50% è di elaborazione e documentazione personale. Ogni scuola deve definire una quota di ore dedicata allo studio e un’altra dedicata alla tesi finale, in proporzione simile a quanto già fanno le Università e i Master.

Il punto di partenza della formazione degli Psicomotricisti deve essere necessariamente la laurea triennale.