Primi sviluppi della progettazione in ambito socio educativo

 

UN AMBITO DI CONFRONTO

Negli ultimi vent'anni è andata sviluppandosi un'importante riflessione relativamente all'intervento socioeducativo, per consolidare ed espandere uno specifico ambito di intervento, differente da quello terapeutico e riabilitativo, non solo per le caratteristiche dell'utenza a cui si rivolge, o del contesto in cui opera, ma anche per le sue finalità e obiettivi.

Questa riflessione è stata promossa in particolare da due realtà createsi consequenzialmente e in tempi successivi all'interno di ANUPI, creando poi le basi per la successiva nascita di ANUPI Educazione:

Negli anni '90 si è creato all'interno di ANUPI un primo gruppo spontaneo, la Commissione Educazione, che coordinando diversi colleghi operanti in campo educativo su tutto il territorio nazionale, intendeva andare alla ricerca delle costanti dell'intervento psicomotorio, al di là dei differenti approcci teorico-metodologici, per mettere a fuoco la sua specificità e ricchezza in campo educativo. Un momento particolarmente significativo fu organizzato dalla Commissione Formazione a Ca' Vecchia di Sasso Marconi, sull'appennino bolognese, coinvolgendo numerosi psicomotricisti.

 

LA NASCITA DEL GRUPPO NAZIONALE 

Successivamente è stato attivato ad opera di alcuni componenti della Commissione Educazione, il Gruppo Nazionale ANUPI per la Progettazione e la Ricerca in ambito Socio Educativo, con l'intento di portare avanti in modo sistematico il lavoro di elaborazione e diffusione della psicomotricità educativa e preventiva, garantendo l'apertura culturale su più orientamenti.

Il Gruppo si è riunito per la prima volta nel 2001 a Bologna, con l’intento di promuovere e sviluppare non solo l’elaborazione di un pensiero specifico sulla prevenzione psicomotoria, ma anche una conseguente diffusa progettazione.

Al Gruppo appartenevano colleghi provenienti da diverse realtà regionali,  con l'intento di garantire un'ampia rappresentatività su tutto il territorio nazionale; i suoi membri provenivano da un’esperienza pluriennale di lavoro in ambito socio-educativo, in particolare all'interno delle realtà scolastiche.

 

ANALISI DEI POTENZIALI DI SVILUPPO

Nella prima fase di lavoro il Gruppo ha voluto analizzare la diffusione della pratica psicomotoria sul territorio nazionale, rilevando alcuni aspetti che potevano favorirne la presenza all'interno delle realtà educative:

1) Ricerca degli spazi di intervento territoriale all’interno della progettazione dei Comuni, in un’ottica di promozione della qualità della vita, coinvolgendo in prima persona i bambini e molto spesso anche i genitori, con la finalità specifica di offrire forme di supporto, dirette alla loro partecipazione attiva nel percorso di crescita dei figli.

2) L'ampliamento della domanda di intervento con i bambini all'interno delle realtà educative e scolastiche: dal nido alla scuola primaria.

3) La formazione degli insegnanti, rispetto a una funzione di tipo preventivo come la lettura del disagio, accanto alla richiesta di consulenze su aspetti di tipo pedagogico: gestione dell’aggressività, sviluppo del gioco, strutturazione degli spazi e dei tempi educativi.

4) L'attenzione ai percorsi universitari di area educativa e formativa, relativamente all'area del corpo e del movimento o del gioco nelle sue diverse valenze formative.

 

LA PROGETTAZIONE IN AMBITO SOCIOEDUCATIVO

Nella seconda fase il lavoro del GRUPPO ha scelto quindi di indirizzarsi verso la definizione di alcuni aspetti ritenuti fondanti nella pratica educativa

  • il ruolo e la funzione della figura professionale dello Psicomotricista in campo socio-educativo
  • gli obiettivi educativi dell'intervento con i bambini, al fine di cogliere gli indici del disagio (procedure di osservazione/valutazione dell’azione del bambino) e di favorire l’agio (metodologia di intervento);
  • il possibile contributo formativo degli psicomotricisti in rapporto alle altre figure socio-educative (insegnanti, operatori sociali etc.) che lavorano sul territorio.
  • la specificità di una progettazione psicomotoria in ambito scolastico e/o educativo territoriale.

Alcuni aspetti hanno assunto un valore fondante rispetto alla pratica educativa:

1) una chiara demarcazione del confine tra terapeutico e preventivo, riconoscendo la ricchezza di un'esperienza originalmente italiana, che partendo dal lavoro sulle disabilità si era sperimentata positivamente anche in un campo educativo più ampio

2) la valorizzazione dell'intervento di gruppo, lavorando sull'integrazione delle differenze personali (abilità, genere, cultura, provenienza, età …)

3) il superamento della scissione tra processi cognitivi e relazionali, collocando il nostro intervento all’interno di una “cultura della complessità”, nel dialogo con altre discipline del campo educativo e formativo

 

LA PRIMA PUBBLICAZIONE

Concretamente il Gruppo Nazionale ANUPI per la progettazione in ambito socioeducativo si è impegnato a favorire lo sviluppo della capacità progettuale degli psicomotricisti, proponendosi il seguente programma:

  • Recupero dell’elaborazione teorica dell'Associazione relativamente al tema educazione/prevenzione
  • Raccolta di dati relativamente ai progetti in atto nelle diverse realtà territoriali
  • Definizione di criteri per la realizzazione di Progetti, una sorta di Protocollo nazionale per la progettazione in ambito socio-educativo
  • Collaborazione con le realtà Universitarie, per far partire percorsi di formazione specifici, che favoriscano una maggiore integrazione della psicomotricità con le altre discipline formative

Dal primo lavoro di elaborazione è nato Psicomotricità educazione e prevenzione manuale di presentazione dei principi base della psicomotricità educativo preventiva e della sua applicabilità nei diversi campi di intervento, testo realizzato a più mani e pubblicato dalla casa Editrice Erickson nel 2006

Dall'uscita di questo testo è iniziata la collaborazione di ANUPI con la casa Editrice Erickson che, oltre ad accogliere la Rivista Psicomotricità, ha poi pubblicato negli anni successivi ulteriori testi che presentano progetti di tipo educativo/preventivo.

 

LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA

Molti dei colleghi che hanno partecipato all'esperienza del Gruppo Nazionale sono stati poi coinvolti nella realizzazione del primo Master di Psicomotricità Educativa e Preventiva nato nel 2009 presso l'Università di Bologna, Facoltà di Scienze della Formazione.

Questo ulteriore inserimento della Psicomotricità all'interno della realtà universitaria segna una nuova ed importante svolta: non solo l'apertura di ulteriori spazi di elaborazione e confronto anche in ambito pedagogico, ma anche l'avvio di processi formativi che vedano la psicomotricità come ambito di specializzazione e formazione di livello universitario, rivolta a professionisti che si occupano di educazione, formazione e cura.

Per questo il Master nati all'interno delle Università di Bologna e successivamente di Bergamo, scelsero di accogliere Educatori ed Insegnanti, ma anche Psicologi, Educatori motori, Terapisti della Neuro e Psicomotricità, per contribuire alla loro formazione attraverso l'approfondimento dell'educazione psicomotoria, intesa come consolidamento e supporto dei potenziali evolutivi, attraverso il canale del gioco.