I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia - 2013

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Con la pubblicazione del 6° Rapporto di aggiornamento, il Gruppo CRC prosegue il monitoraggio dell’attuazione, nel nostro Paese, della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) e dei suoi Protocolli Opzionali.

Negli oltre dieci anni di lavoro, la partecipazione al Gruppo CRC è stata allargata a nuove associazioni (le associazioni del Gruppo CRC sono 82), che hanno reso possibile estendere a nuove tematiche il monitoraggio sui diritti dell’infanzia. I Rapporti CRC hanno un’ampia distribuzione su tutto il territorio nazionale e rappresentano un punto di riferimento – per i contenuti aggiornati e i riferimenti puntuali a norme e prassi – non solo per le associazioni ma anche per le istituzioni e gli operatori del settore. La loro pubblicazione annuale testimonia la costanza e l’impegno assunto dalle associazioni nel garantire un aggiornamento puntuale dell’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese, anche quando i diversi livelli istituzionali non sempre sono riusciti a mantenere i diritti dell’infanzia al centro dell’agenda politica.

Il Rapporto CRC, attraverso le raccomandazioni poste alla fine di ogni paragrafo, fornisce alle istituzioni competenti indicazioni concrete e soprattutto attuabili per promuovere un cambiamento.

Il 6° Rapporto CRC viene pubblicato all’inizio della XVII legislatura con un nuovo Governo appena insidiato. Auspichiamo che ogni istituzione possa, nel proprio ambito di intervento, cogliere l’importanza e l’urgenza delle criticità sollevate ed adoperarsi al fine di risolverle, anche facendosi carico delle raccomandazioni riportate nel Rapporto.

Il Gruppo CRC si impegna a promuovere il dibattito sulla tutela e promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e favorire i cambiamenti raccomandati nel presente Rapporto al fine di risolvere in tempi brevi alcune delle criticità più rilevanti e urgenti del nostro Paese.

 

Arianna Saulini

Coordinatrice Gruppo CRC

Crescere insieme ai bambini e agli adolescenti fa diventare grande l’Italia - aprile 2013

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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che il Parlamento italiano ha istituito con voto unanime tramite la legge 12 luglio 2011, n.112, ha dovuto affrontare non poche difficoltà per divenire realmente operativa, avendo atteso mesi per vedere approvato il proprio Regolamento di organizzazione e contabilità (DPCM 20 luglio 2012, n.168), entrato in vigore il 14 ottobre 2012.

La relazione presentata al Parlamento l’anno scorso, essendo stata predisposta a pochi mesi dall’istituzione, conteneva linee programmatiche più che realizzazioni e ottimisticamente prevedeva linee d’azione da attuare nell’immediato. Purtroppo non è stato così a causa dei tempi di approvazione del Regolamento che hanno permesso poco più di due mesi di completa operatività nel corso dell’anno 2012, oggetto della presente Relazione.

I mesi intercorsi dalla nomina dell’Autorità all’approvazione del Regolamento sono stati particolarmente complicati a causa dell’impossibilità di disporre delle risorse finanziarie previste dalla legge per l’assolvimento delle funzioni istituzionali del Garante e per il funzionamento dell’Ufficio. Ciò ha causato un notevole disagio nell’adempimento della missione istituzionale a favore dell’infanzia e dell’adolescenza da parte dell’Autorità che in più, proprio per essere un’istituzione inedita nel panorama nazionale, aveva anche la necessità di farsi conoscere dall’opinione pubblica in generale e dai propri beneficiari diretti e indiretti in particolare. A tali difficoltà l’Ufficio dell’Autorità ha risposto al meglio delle proprie possibilità, operando in tutti gli ambiti e con le modalità rese praticabili dalla mancata approvazione del Regolamento, svolgendo comunque il lavoro di networking previsto dalla legge istitutiva, promuovendo alleanze positive e partecipando attivamente al dibattito pubblico sull’infanzia e l’adolescenza, fornendo riscontri e assistenza quando interpellato. Inoltre, con notevole senso proattivo, ha garantito al meglio l’espletamento delle attività ordinarie di organizzazione e funzionamento e si è attivato per la risoluzione di questioni attinenti la propria missione istituzionale. Il poco tempo a disposizione comunque è stato sufficiente a permettere una pianificazione delle priorità di azione per l’anno 2013, frutto dell’esperienza acquisita nei mesi precedenti grazie alle attività di ascolto e all’individuazione delle criticità che determinano in Italia una scarsa attenzione verso le necessità materiali e i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Persiste purtroppo tuttora una sorta di “discriminazione” che l’anno scorso avevo provato a evidenziare nella mia relazione - parlando di rischio di essere un’Autorità “minore” per diritti “minori” - dovendo ogni giorno riscontrare l’imposizione di una maggiore rigidità di regole e procedure, rispetto a quelle che le altre Authority dello Stato affrontano nell’esercizio delle proprie funzioni.

Malgrado la natura di Autorità amministrativa indipendente trovi il suo fondamento esplicito nella legge istitutiva, confermata dal Consiglio di Stato in sede di approvazione del Regolamento, permane - in mancanza di una legge generale che disciplini in modo uniforme ed univoco tutte le Amministrazioni indipendenti presenti nell’ordinamento italiano - una percezione erronea circa la posizione dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nel contesto istituzionale, con conseguente assimilazione alle amministrazioni centrali dello Stato (Ministeri e Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri in particolare) sia sul piano organizzativo e finanziario che sul piano del controllo.